venerdì 20 marzo 2020

Decamerone 2020

Vi ricordate il Decamerone di Giovanni Boccaccio? Durante la terribile peste del 1348 dieci ragazzi scappano da Firenze e si rifugiano in campagna per scampare al contagio, e lì...

Un momento però... Questa storia ci ricorda qualcosa, vero?

D’accordo, il coronavirus non è la peste, grazie al cielo, e le conoscenze mediche di oggi non sono quelle del 1348, di nuovo grazie al cielo. Tuttavia anche noi, un po’ come la compagnia di ragazzi raccontata da Boccaccio, siamo stati costretti a rifugiarci – non nella campagna fiorentina ma nelle nostre casa – per evitare il contagio! Dunque, ricordate i ragazzi del Decamerone cosa fanno per passare il tempo in modo piacevole? Fanno tante cose, in realtà, ma quella più importante è che si raccontano storie. Ogni giorno, per dieci giorni, una ragazza o un ragazzo della compagnia, eletti regina o re, sceglie un tema, e tutti quanti raccontano una storia basata su questo tema.

Nelle “Mille e una notte” il cattivissimo re persiano Shahriyar vuole uccidere la sposa Shahrazad, ma lei inizia a raccontargli storie, e a interromperle nel momento giusto, storie così belle che il re vuole sapere come vanno a finire e non uccide più Shahrazad, la quale alla fine ha salva la vita.

Perché, evidentemente, una storia raccontata bene salva la vita. O almeno la rende migliore.

Ecco, anche noi, in questi strani giorni di quarantena che hanno inesorabilmente cambiato le nostre esistenze, pensiamo che raccontarci storie possa migliorare la vita così come è successo per i ragazzi del Decamerone! Le vostre storie, le nostre storie, potranno renderci questi giorni un po’ meno pesanti, e farci sentire tutti un po’ più vicini.

All’atto pratico faremo così. Una volta a settimana, indicativamente verso il fine settimana per tutta la durata della quarantena per il coronavirus, lanceremo un tema. I temi richiameranno quelli scelti dai “re” e dalle “regine” del Decameron originale… ma saranno un po’ attualizzati! Siamo docenti di scuola media e questo progetto nasce per i nostri studenti, con i quali lo sviluppiamo durante le ore di didattica on-line che facciamo in questo periodo di serrata delle scuole. Questo blog, però, è per tutti: ovviamente anche per i nostri alunni, se lo vogliono, senza alcuna costrizione; e per tutti gli altri, per tutti coloro che passando di qua hanno voglia di lasciarci un loro racconto. Non è un racconto e non si vince nulla, se non qualche minuto di lettura...

In calce al post che pubblicheremo per lanciare il tema della settimana, lo spazio dei commenti sarà aperto a tutti, e chiunque, anche senza alcuna registrazione, potrà usarlo per lasciare il proprio racconto. E chiunque, che voglia scrivere o no, è chiaramente invitato a leggere anche i racconti degli altri. Un po’ come la compagnia di ragazzi raccontata dal “Decamerone”, raccontarci storie ci potrà aiutare a sentirci, anche se siamo lontani, un po’ più vicini.

John William Waterhous, A tale from Decameron, 1916, Lady Lever Art Gallery, Liverpool (immagine da Wikipedia)


2 commenti:

  1. Vorrei camminare sulle acque, penso che qualche saggio l' abbia insegnato a Gesú dato che dal tutto, tutto puó nascere. Mi arriva dalla finestra aperta l' urlo lostano dei gabbiano.I cani selvaggi che si aggirano per la cittá non abbaiano, solo muovono la coda.Forse sanno che non ho la colpa di tutto questo.

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