Vi
ricordate il Decamerone di Giovanni Boccaccio? Durante la terribile peste del
1348 dieci ragazzi scappano da Firenze e si rifugiano in campagna per scampare
al contagio, e lì...
Un
momento però... Questa storia ci ricorda qualcosa, vero?
D’accordo,
il coronavirus non è la peste, grazie al cielo, e le conoscenze mediche di oggi
non sono quelle del 1348, di nuovo grazie al cielo. Tuttavia anche noi, un po’
come la compagnia di ragazzi raccontata da Boccaccio, siamo stati costretti a
rifugiarci – non nella campagna fiorentina ma nelle nostre casa – per evitare
il contagio! Dunque,
ricordate i ragazzi del Decamerone cosa fanno per passare il tempo in modo
piacevole? Fanno tante cose, in realtà, ma quella più importante è che si
raccontano storie. Ogni giorno, per dieci giorni, una ragazza o un ragazzo
della compagnia, eletti regina o re, sceglie un tema, e tutti quanti raccontano
una storia basata su questo tema.
Nelle
“Mille e una notte” il cattivissimo re persiano Shahriyar vuole uccidere la sposa
Shahrazad, ma lei inizia a raccontargli storie, e a interromperle nel momento
giusto, storie così belle che il re vuole sapere come vanno a finire e non
uccide più Shahrazad, la quale alla fine ha salva la vita.
Perché,
evidentemente, una storia raccontata bene salva la vita. O almeno la rende
migliore.
Ecco,
anche noi, in questi strani giorni di quarantena che hanno inesorabilmente
cambiato le nostre esistenze, pensiamo che raccontarci storie possa migliorare
la vita così come è successo per i ragazzi del Decamerone! Le vostre storie, le
nostre storie, potranno renderci questi giorni un po’ meno pesanti, e farci
sentire tutti un po’ più vicini.
All’atto
pratico faremo così. Una volta a settimana, indicativamente verso il fine settimana per
tutta la durata della quarantena per il coronavirus, lanceremo un tema. I temi
richiameranno quelli scelti dai “re” e dalle “regine” del Decameron originale…
ma saranno un po’ attualizzati! Siamo docenti di scuola media e questo progetto
nasce per i nostri studenti, con i quali lo sviluppiamo durante le ore di
didattica on-line che facciamo in questo periodo di serrata delle scuole.
Questo blog, però, è per tutti: ovviamente anche per i nostri alunni, se lo
vogliono, senza alcuna costrizione; e per tutti gli altri, per tutti coloro che
passando di qua hanno voglia di lasciarci un loro racconto. Non è un racconto e non si vince nulla, se non qualche minuto di lettura...
In
calce al post che pubblicheremo per lanciare il tema della
settimana, lo spazio dei commenti sarà aperto a tutti, e chiunque, anche senza
alcuna registrazione, potrà usarlo per lasciare il proprio racconto. E
chiunque, che voglia scrivere o no, è chiaramente invitato a leggere anche i
racconti degli altri. Un po’ come la compagnia di ragazzi raccontata dal
“Decamerone”, raccontarci storie ci potrà aiutare a sentirci, anche se siamo
lontani, un po’ più vicini.
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| John William Waterhous, A tale from Decameron, 1916, Lady Lever Art Gallery, Liverpool (immagine da Wikipedia) |

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