giovedì 2 aprile 2020

Settimana 3: Viva l'amicizia!

Racconta una storia in cui risulta decisivo l’intervento di un amico, una storia che dimostra che ci possiamo sempre fidare dei veri amici!

Foto da Burst

12 commenti:

  1. Era un pomeriggio d'estate, un caldo afoso; sdraiato sotto un pino del giardino godevo l'ombra e in quel silenzio sentii degli strani rumori provenire dal viottolo, oltre la siepe che delimitava il nostro giardino. Mi incuriosii; con molta fatica mi alzai deciso di scoprire che cos'erano quei rumori... Aprii il cancelletto, osservai il viottolo non asfaltato e non vidi niente di particolare, mi diressi verso il luogo da dove venivano i rumori e fatto pochi passi trovai solo il cassonetto dei rifiuti e niente! Mi fermai ad osservare tutto intorno silenzio, stavo venendo via e improvvisamente udii nuovamente quei lamenti, tornai indietro ... ma non capivo! Tornai in casa e chiamai mio zio e gli feci presente ciò che avevo sentito. Velocemente tornammo nel viottolo vicino al cassonetto ... nessun rumore ! Zio incuriosito alzò il coperchio e sorpresa: da una scatola con il tappo bucato usciva come un lamento, velocemente aprimmo la scatola, sorpresa un cucciolo di cane piccolo quanto una scatola che tremava con gli orecchi bassi, due occhietti neri spaventati. Noi stupiti, attoniti, non avremmo mai immaginato di fare quella scoperta. Immediatamente rientrammo a casa, zio chiamò il veterinario che si rese subito disponibile, arrivati all'ambulatorio e dopo una accurata visita ci confermò che era una cucciola di razza Jack Russell, che aveva circa 30/40 giorni, era disidratata, dopo aver effettuato tutto ciò che era necessario, tornammo a casa con questo batuffolo ... che gioia !!!! Decidemmo di darle un nome : " Sissi ". Oggi sono passati quasi 6 anni ed è la gioia della casa e la padrona del giardino, convive pacificamente con 5 gattini. Ma la cosa che mi stupisce è quando gioca con la pallina, fa dei salti incredibili e corre come una lepre. Io l'adoro !!!!!!!!!!!

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  2. Due grandi amici di nome Cole e Dylan decisero di festeggiare il loro compleanno con una bella crociera.Dylan ebbe subito un colpo di fulmine,con una ragazza che conobbe all aperitivo sulla nave e cominciò a trascurare Cole.Maya e Dylan trascorrono i restanti giorni della crociera sempre insieme,senza nemmeno accorgersi che Cole era sbarcato dalla nave.finita la crociera maya sparisce e dylan cerca invano di ricontattare cole.passarono giorni,settimane,dylan stava malissimo,si accorse di aver fatto un grande torto a Cole.Woody,il coinquilino di cole,ma grande amico anche di Dylan escogitò un modo per fargli fare pace.fissò un appuntamento per un cinema con tutti e due,ovviamente sia Cole che Dylann erano all oscuro di quello che stava succedendo.quando si trovarono davanti uno di fronte all altro woody gli disse che dovevano chiarirsi e di sistemare le cose,che un amicizia che durava da decenni non poteva finire cosi.dopo pochi minuti Cole e Dylan si abbracciarono senza dire neanche una parola.senza l intervento di Woody forse non si parlerebbero neanche.i veri amici sono rari da trovare ,quando ne troviamo uno dobbiamo tenercelo stretto.CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO

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  3. Un'amica speciale.

    Era il mio primo giorno della materna,arrivai misi il mio la mia cartellina dentro al mio armadietto e salii le scale e arrivai nella sala dei giochi con gli altri bambini.
    Io mi misi in un angolino da sola,guardavo gli altri bambini giocare.
    Passarono 30 minuti e mi si avvicinò una bambina bassina(sensa offesa) con i capelli a caschetto.
    Mi invito a giocare con lei,allora mi prese la mano e io mi alzai e iniziammo a giocare assieme.
    Da quel giorno siamo rimaste amiche con gli altri e i bassi insomma come tutti ma ogni giorno che passava sempre più attaccate.
    E da quel giorno diventammo migliori amiche❤.

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  4. Un pomeriggio Leonardo sta passeggiando per le vie di Parigi verso un bistroit,dove deve incontrare la sua amica Michell. è molto arrabbiato con lei perchè è sicuro che abbia mandato sui social un video dove loro due sono insieme scrivendo che sono fidanzati.Leonardo è un ragazzo biondo, occhi marroni:è molto determinato e pensa che i sogni possono diventare realtà, se vuoi raggiungere la tua meta.La sua amica Michell lo ha sempre sostenuto, lei è un po' timida ma cerca sempre di aprirsi con le persone che la circondano.Appena si siedono al bar Leonardo inizia ad accusarla e Michell prova a difendersi, dicendo che non è stata lei e che lui è suo amico ma Leonardo non le crede e lei delusa scappa via in lacrime.Mentre si incammina verso casa Leonardo riceve un messaggio dal suo compagno di scuola,Brando:è un ragazzo che pensa solo a se stesso, poco gentile e poco rispettoso a cui piace la sua popolarità. Il messaggio dice:"Ciao Luca lo sai che ho fatto un video con Leonardo e Michell e ho scritto che sono fidanzati?". Leonardo rimane alibito e si rende conto che Brando ha sbagliato a mandare il messaggio a lui invece che a Luca.Allora capisce che ha sbagliato ad accusare la sua amica e va subito a chiederle scusa, la prossima volta dovrà fidarsi di più della sua migliore amica.

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  5. L’amicizia al tempo del Coronavirus!



    In queste settimane mi è capitato di riflettere proprio sul tema dell’amicizia. Mi è accaduta infatti una cosa strana che mai e poi pensavo che potesse accadermi.

    Partiamo dall’inizio. Io ho frequentato, sia per l’asilo sia per la scuola elementare, un istituto paritario. Ho trascorso un periodo davvero felice là in compagnia delle mie amiche. Eravamo un grande gruppo. Si organizzava assieme alle nostre famiglie tante feste, tante gite e, nel periodo estivo, persino campeggi molto divertenti. Tra queste persone, io avevo ovviamente una amica speciale di nome Sabrina. Con lei ho condiviso delle giornate fantastiche. Avevamo gli stessi gusti, le stesse passioni, come ad esempio il teatro. Pensate che il mio primo spettacolo l’ho fatto proprio con Sabrina. Lo ricordo ancora benissimo. Si trattava di un famoso testo di Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate. Noi interpretavamo i folletti del bosco. Sono sicura che se non ci fosse stata lei lì con me, dietro le quinte, io non avrei mai trovato il coraggio di affrontare il palco, le luci e il pubblico. Insomma Sabrina era sempre al mio fianco, qualsiasi cosa accadesse o qualsiasi cosa io vivessi. Capitava spesso che il fine settimana si dormisse insieme, e la domenica giocassimo all’aria aperta oppure, col brutto tempo, in casa dell’una o dell’altra. L’ultimo giorno della nostra quinta elementare lo passammo a piangere abbracciate. Come avremmo fatto divise, non più unite nella stessa scuola! Io, infatti, per volontà dei miei genitori, che in quell’occasione ho odiato a morte, non potevo frequentare la stessa sua scuola media. Sarei dovuta andare alle Micali, lei alle Pazzini. La mia amica, che per me era più di una sorella, non sarebbe più stata la mia compagna di banco, non avrebbe più condiviso prove, interrogazioni, delusioni e successi! Si fece pertanto la promessa solenne che non ci saremmo perse mai di vista.

    Poi ci fu l’estate. Direi una terribile estate. Sabrina, andando in vacanza, conobbe delle bambine nuove con le quali strinse una forte amicizia. Una in particolare, di nome Lucia, sembrò prendere il mio posto. Me ne resi conto quando le due mi comunicarono che avevano deciso di fare pallavolo durante l’inverno . Sabrina avrebbe interrotto il suo percorso di teatro per buttarsi in uno sport che, io sapevo bene, lei non aveva mai amato? Come poteva essere accaduto tutto questo? Mi sentii abbandonata, ferita, tradita. Fu così che giurai che non l’avrei più voluta rivedere. Mia mamma provò in tutte le maniere a farmi ragionare, a dirmi che avrei dovuto accettare, che era naturale che Sabrina potesse avere altre amiche oltre a me. Ma ciò era impensabile e da amiche-sorelle si divenne, in un batter baleno, nemiche acerrime. Soffrivo a non sentirla ma lo preferivo al fatto di dover essere l’amica di serie b.

    Non l’ho vista, né sentita per ben tre anni, cioè sino proprio a questo periodo, cioè ai tempi del Coronavirus. Nella solitudine della mia stanza, nel silenzio nel quale tutti ci siamo ritrovati, una mattina, aprendo il cellulare, scopro un messaggio di Sabrina con scritto semplicemente “Mi manchi. Ti voglio tanto bene. Ho bisogno di te”. Non nego che l’emozione mi ha stretto il cuore. In un primo momento, non volevo cedere, perché, alla fine, ero io l’offesa, la dimenticata, poi il pensiero che lei avesse bisogno di me e che mi ricercasse mi ha convinto e l’ho chiamata. E’ stata un lunghissima telefonata che mi è costata molta fatica, visto che ho dovuto mettere da parte il mio orgoglio, le mie ferite. Ma ne è valsa la pena! Ora ci sentiamo tutti i giorni, quasi come se nella distanza fossimo più vicine. Il mio sacrificio ha fatto rinascere l’amicizia, che posso dire essere più viva che mai.

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  6. (1° parte)
    Il mio trasferimento con i miei genitori a Roma, risale oramai a più di un anno. Mi ricordo di come sono rimasto affascinato da questa città, venendo io da un piccolo paesino del Trentino. Non conoscevo nessuno, ma ero curioso di scoprire la mia nuova scuola e i miei amici.
    Il giorno successivo all’arrivo a Roma sono andato a scuola a piedi, dato che è molto vicina a casa mia. Mi sono ritrovato davanti a questo grande edificio, c'erano persone adulte che parlavano tra loro, ragazzi e ragazze della mia stessa età che chiacchieravano tra loro. Ad un tratto la campanella. Arrivai davanti alla porta della classe con scritto 1°Z ,mi feci coraggio ed entrai. era una classe abbastanza piccola, ci saranno state trenta persone, molti mi guardarono strano molti mi sorridevano mi sembravano tutti un po’ strani qua. La professoressa mi fece presentare alla classe e mi indico un posto dove sedermi ero in seconda fila accanto ad un altro compagno che appena mi sedetti ritirò i libri verso di se, io feci un sorriso forzato e iniziai ad ascoltare l’insegnante che già dal primo giorno voleva spiegare.
    Durante l'intervallo conobbi un mio compagno di classe Gianluca. l'unico che mi aveva rivolto la parola e mi disse che era normale,che il primo giorno non mi consideravano che sarebbe andata meglio i giorni successivi .Era passata una settima, a scuola mi trovavo bene, legavo molto con Gianluca, era diventato il mio migliore amico. con l'altra parte della classe ancora niente non mi consideravano, mi evitavano oppure mi prendevano in giro non sono mai stato una che andava bene ma quell’anno sembrava proprio che non riuscivo a concentrarmi e non sapevo il perche.Gianluca mi disse di lasciar perdere e di non dare molto peso e che potevo migliorare. I mesi passarono e i mi stavo comunque abituando alla nuova realtà. Un giorno mentre tornavo a casa si avvicino un gruppo di ragazzi della mia classe mi tirarono un pugno sul viso e mi dissero che dovevo impegnarmi di più altrimenti potevo bocciare, avevano ragione dovevo impegnarmi di più. Tornai a casa i miei non c'erano erano partiti per lavoro,chiamai Gianluca, corse subito a casa mia e mi disse che d'ora in poi mi avrebbe accompagnato lui a casa. lo ringraziai. I mesi passarono ormai eravamo quasi a fine anno io non avevo nemmeno una sufficienza, il solito gruppetto continuava a prendermi di mira dicendo che non valevo nulla. Gianluca cercava di difendermi ma alla fine ci rimetteva anche lui ,mi urlavano che non valevo nulla e un po’ avevano ragione, non valevo nulla, non ero riuscito a migliorare i miei voti.La mia vita era diventata monotona mi svegliavo andavo a scuola, venivo offeso, piangevo parlavo con Gialuca e con Vittoria, una ragazzina della classe accanto che nel frattempo avevo conosciuto e che mi faceva molto ridere, che mi consolavano. A casa i miei genitori non si erano accorti del mio malessere, avevano visto soltanto che i voti scolastici erano orrendi e si limitavano a brontolarmi per questo.

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    1. (2° parte)
      A una settimana alla fine dalla scuola ero consapevole che sarei bocciato, ormai non c’era piu possibilità di recuperare.
      un giorno mi chiamo la preside nel suo ufficio insieme a Gianluca. Non era la prima volta che venivo convocato a causa dei miei voti, ma questa volta non capivo perché avessero convocato anche Gianluca. Gianluca aveva raccontato ai miei genitori e ai professori che spesso i compagni di scuola mi prendevano in giro tormentandomi tutto l’anno, approfittando della mia ingenuità mi avevano preso di mira. Io iniziai a piangere e non dissi nulla, la preside mi riassicurò dicendo che si sarebbe risolto tutto,e cosi fu..Quell'anno bocciai e con me Gianluca, i ragazzetti che mi tormentarono tutto l’anno furono trasferiti in un’ altra scuola.
      Da questa esperienza, ho imparato tante cose: parlare con i genitori o con i professori se c’è qualcosa che può darci noia, gli amici veri si vedono nel momento del bisogno, mai vergognarsi di quello che siamo.

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  7. L'amicizia secondo me non si può ottenere se non si ha fiduncia e sincerità con le persone, e non è stato così per Marta e Alessia, migliori amiche fin dalla scuola elementare, e col tempo erano diventate inseparabili ed insieme al loro gruppo di amiche erano le più popolari della scuola. Un giorno le due amiche si trovavano a casa di Marta per aspettare la notizia della sua ammissione in un'università della California; dopo pochi minuti, sul sito della scuola uscì la notizia: Marta non era stata ammessa. Era sempre stata la sua scuola dei sogni e fin da piccola progettava di andarci, ma mentre Marta piangeva per la disperazione Alessia esultò. La ragazza era molto felice perchè era stata presa nella scuola dove avevano rifiutato Marta. La ragazza non sapeva che Alessia avesse fatto la domanda d'iscrizione lì e quindi si infuriò con lei, soprattutto per gelosia. Le due finirono per fare un vero e proprio litigio, ed alla fine Alessia se ne andò. Passarono diversi giorni e le due ancora non si parlavano. Ma un giorno, durante la ricreazione a scuola, mentre Alessia era seduta sui gradini a mangiare un panino per merenda, delle bulle andarono da lei ad importunarla ed a rubarle la merenda, ma mentre le ragazze continuavano a prenderla in giro arrivò Marta e disse loro che se non le avessero chiesto "scusa" immediatamente e restituito la sua merenda sarebbe andata dal preside a raccontargli tutto l'accaduto. Il gruppo di ragazze stava cominciando a preoccuparsi, quindi fecero ciò che aveva detto Marta e se ne andarono di corsa. Alessia abbracciò l'amica e si promisero di non litigare più per cose del genere. I veri amici, anche dopo un litigio o momenti delicati, ci sono sempre, in aiuto delle persone a cui tengono veramente.

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  8. (1° parte)
    Ernesto è un signore, ormai grande, di quasi settantadue anni che vive a Livorno, Italia. A l'età di quindici anni Ernesto conobbe un ragazzo alle superiori di nome Fausto, i due condividevano delle passioni in comune come ad esempio il calcio e presto sarebbero diventati migliori amici. Ernesto e Fausto si aiutavano a vicenda in ogni caso di difficoltà e io tengo a raccontare due aneddoti che sottolineano quanto l'aiuto di un amico possa essere importante e fondamentale in certi casi:
    Ernesto e Fausto avevano allargato il loro gruppo di amicizia anche con altri e ogni tanto tutti insieme si trovavano a cena o andavano allo stadio di Sansiro per vedere le partite di calcio dell'Inter e del Milan. Un giorno si organizzarono per una cena con tanti amici al ristorante Il Rifugio con ritrovo otto davanti al ristorante stesso. Fatto stà che quella sera Fausto arrivò come al solito dieci minuti prima sapendo che Ernesto avrebbe fatto un po' di ritardo come aveva detto in giornata; intanto arrivarono tutti gli altri per cui la comitiva decide di sedersi al tavolo ad aspettarlo.Tutti notarono il fatto che Ernesto stava ritardando da più di venti minuti, che poi diventarono quaranta e poi cinquanta;Fausto allora prese il telefono del locale, digitò il numero e chiamò a casa di Ernesto e come risposta dai genitori ricevette che Ernesto era già uscito da un pò per raggiungerli...in un primo momento, Fausto pensò che fosse colpa dwel il traffico ma passarono alti venti minuti quindi incominciò a preoccuparsi seriamente e decise di richiamare i genitori che confermarono che Ernesto non era tornato a casa e neanche si era fatto sentire da loro in tutto questo tempo. Mentre tutti gli altri avevano cominciato a mangiare,Fausto preoccupato, uscì e con la macchina corse a cercare l'amico pensando che avesse fatto un incidentechiedendo anche l'aiuto della polizia dato che nel frattempo erano passate ben due ore dall'apparente scomparsa di Erne',come lo chiamavano i suoi cari. Passò un altra mezzora quando incrociarono con la macchina una stradina e si misero a cercare a piedi e sentirono delle voci che bisbiglavano insieme come un gruppo di uomini che avevano messo all'angolo una personae gli inveivano cose contro.Guardando bene videro che in quell'angolo,accerchiato da un gruppo di persone, c'era proprio Ernestoche e capironi le intenzioni di quei ladruncoli di strada... Subito i poliziotti presero i ladri e li portarono via ricevendo i ringraziamenti dei due amici sconvolti dall'accaduto i quali salirono sulla macchina di Fausto e scapparono atutta birra da quel posto. Ernesto disse che i ladri lo avevano incrociato per strada e avevano urtato la sua macchina in maniera prepotente per farlo uscire rubandoli le chiavi della stessa macchina e costringendolo a darli tutto ciò che aveva in tasca.Ormai sano e salvo Ernesto fu riaccompagnato a casa da Fausto, che era stato l'unico a preoccuparsi per il suo ritardo e quindi per lui;inutile dire che questo episodio fu un gesto di grande amicizia da parte di Fausto e che rafforzò tantissimo il legame dei due ragazzi.

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    1. (2° parte)
      Dopo poco tempo Ernesto si trovò un lavoro e una fidanzata, Anita (così come anche Fausto) e nel giro di pochi anni si ritrovò sposato sposato con due figlie, Valeria e Silvia. Ma purtroppo, oltre alle belle cose nella vita spesso arriva anche qualche colpo basso:ad Anita diagnosticarono un Tumore al seno (che per fortuna riuscì a combattere) ed per Ernesto cominciò un periodo di grandi preoccupazioni ma al suo fianco c'era come sempre l'amico Fausto, che lo supportò e lo aiutò in ogni momento più buio.
      Fausto oggi è ancora al fianco di Ernesto che , nel frattempo, ha subito un trauma terribile perchè lo stesso tumore che Anita aveva sconfitto tanti anni si era ripresentato portandola via ancora giovane all'affetto della sua famiglia ancora distrutta per la sua scomparsa.Questa,in realtà,è un'altra storia; io sono infatti il nipote di Ernesto e Anita era la mia nonna con la quale passavo praticamente ogni giorno da quando sono nato. Insieme alla mia famiglia, comunque, abbiamo cercato di superare questo difficilissimo momento e oggi ce la ricordiamo in felicità e non in tristezza, era una bravissima donna.
      Al riguaro ci tengo a dire che a volte l'aiuto di un amico vero è la cosa più importante e meno scontata che tu possa ricevere e concludendo tengo a dire anche un'altra cosa: per un amico vero mi taglierei un dito e spero in un futuro pieno di amici buoni e soprattutto veri.

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  9. Per me l’amicizia è sempre stata fondamentale nella mia vita fin dall’asilo. Quando non conoscevo nessuno ancora mi vergognavo un po’, ma poi con il tempo ho imparato a farmi degli amici e a vedere quanto servano nella vita; per dimostrarlo vi racconterò questa storia: c’era una volta un ragazzo di nome lorenzo che abitava a Livorno, una città sul litorale Tirreno. Lorenzo era molto alto e pieno di voglia di fare e molto socievole tanto che il primo giorno della prima superiore era già diventato amico di tutti, in particolare di un ragazzo di nome Ruben. Insieme facevano di tutto: riparavano le biciclette, erano appassionati di mtb, facevano anche la stessa strada per andare a scuola. Un giorno d’estate Lorenzo decise di fare un giro in bicicletta con un altro suo amico questo amico si chiamava lorenzo anche lui e a differenza dell’altro lorenzo era molto vivace. Arrivati vicino a un bar su una scogliera si fermarono a prendere qualcosa da bere. Nel frattempo arrivò Ruben che appena li vide sembrò essere scontento, forese un po’ geloso di vedere il suo amico lorenzo insieme ad un altro ragazzo. I tre comunque cominciarono a chiacchierare anche se era evidente il disagio di Ruben. Questi disse a lorenzo che il suo amico era troppo vivace e agitato e che forse sarebbe stato meglio non ascoltarlo. Lorenzo però non gli diede retta e si offese. Lorenzo sentendosi criticato mentre pedala era distratto e non si accorse che la gomma posteriore era bucata e non stava più dritta. Quando se ne accorse cercò di fermarsi per non finire giù dalla scogliera; chiamo allora l’altro lorenzo che però fece finta di nulla per fortuna ad un tratto sbucò Ruben che riuscì a far scendere lorenzo spingendolo sul terreno e salvandolo dalla caduta. Ruben si arrabbiò con l’altro lorenzo che non aveva aiutato l’amico e gli disse di andarsene. Lorenzo e Ruben fecero la pace e risero sul fatto di essersi comportati da rivali.

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  10. all'età di 10 anni i miei genitori decisero di iscrivermi in una scuola privata.

    dovete sapere che nella scuola pubblica mi trovavo veramente male,i bambini erano terribili,non mi consideravano, mi trattavano male ero sempre da sola in un angolo con il dito in bocca.

    i miei genitori lo avevano capito e hanno insistito per la nuova scuola.

    la scuola nuova si chiama Venerini una scuola privata dove le persone sono veramente diverse,ricordo la paura del mio primo giorno li, credevo che i bambini fossero tutti uguali, invece ho scoperto

    che non è cosi, sono entrata alle venerini con il polloce in bocca e ne sono uscita senza gia dal primo giorno

    con quel dito esprimevo tutto il mio disagio,le mie paure,ma una volta entrata ho visto un'altro mondo pieno di comprenzione di attenzioni verso di me iniziando dai bambini al direttore.

    il primo incontro con i ragazzi è stato bellissimo perchè mi guardavano con dolcezza ed erano diversi da quelli che conoscevo,alcuni di loro sono qui con me in questa scuola e ci vediamo anche fuori quando c'è la possibilità con i loro genitori.

    in modo particolare ho un feelling con Ada lo è stato da subito,ci siamo "innamorate",mi ha teso la mano,e una persona sensibile,dolce,affettuosa e mi dimostra sempre che posso contare su di lei

    avvolte non mi merito le sue attenzioni,anche lei però ha il suo bel caratterino!! spesso litighiamo ma poi facciamo pace,mi diffende quando ce ne è di bisogno mi sostiene nei momenti tristi,in alcuni casi mi fa da mammina e a me questa cosa da fastidio .

    una volta siamo uscite, era la prima volta che io andavo in centro con altri ragazzi,ma ero troppo elettrizzata tanto da attraversare senza guardare e per poco se non c'era ada mi investivano.

    chiamò subito mia madre le disse di venirmi a prendere e che non mi avrebbe mai più portata.

    ma non è stato cosi anzi...............

    so che non è facile essermi amica perchè sono una ragazza particolare,sono cocciuta,mi fisso sulle cose ad esempio se mi piace un ragazzo lo ossesiono,è più forte di me.....e se Ada lo sa e subito pronta a bloccarmi e a cercare di farmi capire che è sbagliato.

    anche se per me è difficile capire tante cose,questa la sò Ada per me è una amica e sò che mi posso fidare di lei spero tanto che la nostra amicizia possa durare a lungo ti voglio bene da stellina

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